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giovedì 2 dicembre 2010

LA CASA DELLE BAMBOLE "RAGAZZE ENTRIAMO IN CUCINA"

FONTE
Arte al servizio della "Casa delle bambole"...non più un gioco pedagogico atto all'educazione della perfetta casalinga;delle miniaturizazioni perfette,stanno su un dito,a parte l'ammirazione per la raffinata realizazione artistica di Kim Burke queste micro opere che fanno venire l'acquolina alla bocca... vien da pensare,invitano ad una riflessione politica amara,i consumi agroalimentari nel "belpaese" si sono ritretti notevolmente tanto che queste opere potrebbero benissimo con la loro sostenibilissima ironia rientrare nella produzione dell'Arte Contemporanea.
Qui avete un'altra galleria:  "Yummy Yummy gnam gnam " buona per farci curiosare la nipotina senza dimenticare che certe carinerie (...) vanno giocate altrimenti altrimenti senno invece che dell'arte  si finisce per fabbricare della paccotiglia made in Hong kong buona per la boutique dei souvenir dietro l'angolo.
Buon appetito e magari con la Rivoluzione dietro l'angolo per davvero e non solo per gioco! 



Clic sull'immagine per accedere alla galleria fotografica completa

domenica 21 novembre 2010

ELOGIO DEL BONDI KULTURALKAZ E DELLA MARIASTELLA SQUOLA GELMINI

Fonte

Una riforma sociale deve fare tre cose: innanzitutto abbattere i muri che separano fra loro i diversi ceti sociali, per aprire ad ognuno la strada dell'ascesa sociale all'idiozia di massa; quindi creare un livello generale di vita tale da garantire un minimo di sopravvivenza anche ai più poveri; la Cultura in questo piano è solo un dettaglio in quanto non serve a idiotizare la popolazione del Reich (Adolf Hitler)
 (Blitz quotidiano)-La cultura è una macchina da soldi, fa girare l’economia eppure tutti i governi hanno pensato a dare una sforbiciata proprio ai Beni culturali.
Secondo una stima per difetto (la realtà del valore indotto dal patrimonio culturale italiano e dei suoi ritorni economici esteso all'ultimo mezzo millennio genera somme incalcolabili!) diffusa agli incontri di Florens 2010, non 100 euro investiti nell’arte attivano 249 euro nell’intera economia. «Hanno tagliato i fondi per i beni culturali e non hanno avuto la saggezza e il coraggio di guardare più il là del contingente verso una prospettiva di lungo termine», ha spiegato Corrado Passera di Intesa SanPaolo che vanta di rappresentare il primo gruppo bancario a investire nel restauro di opere d’arte.
«Certo, i beni culturali non sono replicabili, sono un tesoro sul quale abbiamo una responsabilità verso noi stessi e verso l’umanità», ha detto ancora Passera. «Mettono in moto lavoro, mestieri, tecnologia e indotto di saperi e competenze che l’Italia può giocarsi in tutto il mondo».
Il presidente di Confindustria Firenze, Giovanni Gentile ribadisce i dati e aggiunge che se ogni 100 euro di incremento di Pil nel settore culturale attivano 249 euro di Pil nel sistema economico generale, 75 euro nell’industria vanno all’industria. «Se si dovessero ridurre 500 milioni di euro di Pil del settore culturale, ciò equivarrebbe alla mancata attivazione di 1,2 miliardi di euro di Pil nazionale di cui 375 milioni di euro in meno nell’industria», ha spiegato Gentile.

100cosecosi- Desidera attivarsi con serietà,muoversi ad un valido apporto contributivo volto a sollevare questo governo da una certa mancanza di immaginazione (i perfidi dicono efficienza) in relazione proprio ai beni culturali cosi trascurati...in realtà si tratta solo di qualche leggera distrazione.
Tutti sappiamo delle immense competenze che riassume in se in Ministro Bondi,si quello che ha messo Vittorio Sgarbi a dirigere la Biennale di Venezia senza che lo stesso ne abbia fatto richiesta sollevando entusiastici cori di e unanimi consensi.
propongo che una buona parte delle opere d'arte nei musei,e negli scantinati (le altre le vendiamo e noi ci teniamo le copie con i diritti di replica ad eternam) in numero ben maggiore delle opere esposte e sottoposti a gravi rischi per la mancanza di fondi (vedasi il caso Pompei) abbiano una destinazione ben precisa;dico questo senza voler fare della provocazione.
Chiedo che le suddette opere possano essere esposte in tutte le pizzerie d'italia (l'IVA ci guadagnerebbe) anche le sculture,anzi le stesse potremmo cederle in affitto alle boutiques di abbigliamento più alla moda,la loro funzione in termini di attaccapanni costituirebbe in se una installazione d'arte (si buttino via tutti quei volgari manichini) cio non senza un pizzico di ironia;in definitiva la volgarizzare verso il basso di queste opere condurrebbe faciliterebbe l'avvicinamento all'arte del pubblico,fruitore ultimo della dinamica;sviluppando sicuri momenti d'affezione e generando una maggior cura per i beni della collettività!
Non di meno svuotati i musei avremo a disposizione ampi spazi da affittare alla politica per i suoi cocktail party,le sue campagne,le sue feste destinando i più prestigiosi a garçonniere e i meno dotati di status a bordello popolare "panem et circensem" cui si potra accedere previo ticket (scontato) a pagamento.
Per quanto riguarda i Cinema e i teatri propongo che tornino alla loro antica destinazione d'uso,non so se tutti lo rammentate una volta c'erano dentro garages,parcheggi e centri di riparazione meccanica per vetture o carrozieri (...)
Il traffico urbano e un certo decoro ne trarrebbero un sicuro vantaggio oltre a calmierare gli alti costi dei pezzi di ricambio e delle riparazioni;in quanto alle biblioteche con tutta quella cartaccia (ora da riciclare,potremmo destinarla ai 20 milioni di copie del libro dei successi del governo Berlusconi destinato alle famiglie italiane) potremmo subafittarle ai pornoshop elargendo nuove licenze che contemplino l'ingresso dei minori (la salute mentale dei minori ispirata dalle attitudini ero-porn-istituzionali del governo ne trarrà giovamento).
Infine propongo la chiusura di tutte le università,di tutte le scuole d'italia (badate bene affatto una provocazione) al fine di produrre un consistente risparmio per il bilancio dello stato e un notevoile sollievo allo stesso ministro angustiato dalle proteste di pochi provocatori in ogni scuola oggetto delle sue visite (...) 
Questi spazi immensi conquistati finalmente alla collettività potrebbero essere adibiti ad alberghi e residence da destinare ai turisti e ai cittadini meno abbienti (...)
Di pare passo affideremo l'istruzione di base alle famiglie che cosi occupate troverebbero un po meno tempo da adibire al quotidiano piagnisteo sulla inadeguatezza dell'istruzione pubblica!
Gli altri,gli studenti intendo,teste calde,caldissime,tutti a lavorare salvo quelli privilegiati per servire nei luoghi riconvertiti a nuova destinazione (precari ovviamente che senno il risparmio và a farsi fottre o no?).
Sono sicuro che il Ministro Bondi e il suo efficientissimo ufficio nonchè il Ministero all'Istruzione condotto dal Ministro Mariastella Gelmini sapranno prendere nella giusta considerazione questi consigli creativi e spero che una personalità sensibile e colta come il Senatore Dell'Utri laurea Ononis Causa ed esimio storico insieme al Senatore Umberto Bossi laurea in Scienze della Comunicazione,possano aeguatamente perorare questi miei modesti suggerimenti,aggiungo infine che essi saranno certamente apprezzati dal Ministro all'Economia Tremonti (...) cordialmente vostro...bla bla bla
"Ho ho ho ho bunga bunga boys !"

domenica 10 ottobre 2010

IL TAPPETO AFGANO DI IGNAZIO LA RUSSA,QUELLO CHE NON MOSTRA A NESSUNO SVELATO A VOI IN QUESTI GIORNI DI LUTTO

Fonte

Un Rarissimo manufatto d'Arte,un tappeto "Realista" Afgano
Un mio amico era solito dire:
"Quand’ero piccolo, mia madre mi diceva: “se farai il soldato, sarai generale; se diventarai monaco, sarai Papa.” Ho voluto fare il pittore, e sono diventato Picasso!"
Ebbene proprio lui Pablo Ruiz Picasso ci illustra magnificamente il senso profondo,evidente di questa opera d’arte: " La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti. È uno strumento di guerra offensiva e difensiva contro il nemico ! "
E un Rarissimo manufatto d’Arte,un tappeto Afgano "Realista" (Quando in un manufatto d’arte fà ingresso la Realtà con il suo carico di tragico) ,un’opera d’Arte Contemporanea,ancor più violenta,iconoclasta e provocatoria di certa Arte Concettuale dei nostri giorni (...) parla della guerra in termini di pedagogia resistente,in breve è un tappeto "Talebano" che insegna lo spirito della resistenza all’oppressore.
Si puo supporre che sia stato commissionato ad una famiglia di stretta osservanza "islamica" da uno dei tanti signori della guerra locali mà osservando la sua fattura ricca di un primitivismo creativo stupefacente si puo ipotizzare che l’opera riproduca con spirito un po naif un disegno o una affiche,un poster clandestino delle zone di guerra (...)
Il campo delle ipotesi è vasto,poco importa il tappeto è bellissimo.
Questo genere di opere è estremamente ambito dal collezionismo di tutto il mondo (quelli veri) quantunque le signore piccolo borghesi e le casalinghe "Aiazzonate" lo disprezzino per la sua eccentricità,il suo valore ?
All’incirca 50.000 euro una volta che giunge nelle Gallerie d’Arte e aggiungo che chi lo ha tessuto questa somma non la vedrà mai (...) e peggio rischia la vita se dovesse avere a che fare con le forze di polizia del governo di Kaboul !
Se il ministro alla difesa Ignazio La Russa ne possiede uno?
Quasi certamente,un souvenir,dono graditissimo ricevuto dalle mani di uno dei nostri generali,un presente da esibire solo agli intimi ovviamente !
A supporre che prima hanno dovuto lavarlo accuratamente dal sangue rappreso!
Non lo si trova certamente sulle bancarelle del mercato...
Queste opere sono per cosi dire clandestine,quando se ne trova una significa o che il proprietario ci ha lasciato le penne o che la malasorte ha "sorriso" a chi lo ha tessuto !
Presto il Moma di New York organizzerà una mostra sull’Arte di Guerra ed è paradossale che proprio gli occupanti siano cosi sensibili all’arte locale,immaginate voi un po qualche decina di collezionisti furiosi,isterici che girano per i mercati di Kaboul con l’aria del cospiratore a caccia di tappeti tanto da ingenerare perplessità nella popolazione locale abituati ad americani che chiedono a destra e a manca il numero di telefono di Bin Laden e dell’altro suo compare il Mollah Omar !
...dimenticavo:nel tappeto la disposizione di tutte le forze occupanti e dei mezzi di cui dispongono.Piuttosto informati direi...
Infine,questa guerra è persa,i nostri 4000 soldati li di stanza lo sanno benissimo,un po meno informato il nostro governo,sperano che Obama faccia qualche passo definitivo verso l’abbandono dell’occupazione,pardon "missione di pace" ormai li succede di tutto:militari afgani addestrati dalle truppe alleate finiscono per sparare non sui Talebani ma sui "nostri" ,strana guerra questa...

 
" chi disprezza la propia vita è padrone della tua ! " (Seneca)



mercoledì 22 settembre 2010

I Puntini sulle "i" tutto quello che non sapete del Sud voi del Nord...




IL Regno delle due Sicilie
Premessa:
L’ultimo re del Regno di Napoli, Francesco II, è ricordato come Francischiello. E’ sbeffeggiato dai libri di storia. In realtà è indicato nei libri come Franceschiello, ma a Napoli è ricordato come Francischiello (ed è ancora presente in alcuni modi di dire…) e io così lo chiamo. Smontiamo tutto quello che mi hanno insegnato nella scuola piemontese nella quale ho studiato:
I Savoia han liberato il sud dalla dominazione straniera
Francischiello nacque a Napoli, era un napoletano a tutti gli effetti (addirittura era soprannimato Lasà per la nota passione per le lasagne).
Non vedo come possa aver senso questa l’affermazione.

Vabbè, era nato a Napoli, ma era spagnolo
Sì era spagnolo, ma era anche piemontese. Era infatti figlio di Ferdinando II di Borbone e Maria Cristina di Savoia (figlia a sua volta di Re Vittorio Emanuele I). Dunque era discendente diretto di casa Savoia. A dirla tutta era l’UNICO discendente diretto dei Savoia. Forse i piemontesi han deciso di invadere il sud per paura che Francischiello decidesse LUI di unire l’Italia sotto un unico Regno, in maniera legale e indolore.
Sì, ma Francischiello non era buono come Re. Infatti gli è stato dato questo soprannome perchè non era capace…
Tratto da wikipedia:
Francesco II di Borbone, pur regnando per poco più di un anno, concesse più autonomie ai comuni, emanò amnistie, nominò delle commissioni aventi lo scopo di migliorare le condizioni dei carcerati nei luoghi di detenzione, dimezzò l’imposta sul macinato, ridusse le tasse doganali, fece aprire le borse di cambio a Reggio Calabria e Chieti; inoltre, siccome era in corso una carestia dette ordini per l’acquisto di grano all’estero per rivenderlo sottocosto alla popolazione e per donarlo alle persone più indigenti, ampliò la rete ferroviaria del Regno (Napoli-Foggia, Foggia-Capo d’Otranto, Palermo-Messina-Catania). In ultimo, ancora nel 1862, quando era ormai già esule in Roma, inviò una grossa somma in aiuto ai napoletani vittime di una delle tante eruzioni del Vesuvio.

Il sud era poverissimo, la gente viveva in condizioni pietose. Quando abbiam portato loro il sapone se lo sono mangiato perchè si puzzavano di fame.
Napoli: prima città al Mondo a portare nelle case l’acqua corrente
1735: Prima Cattedra di Astronomia, in Italia, affidata a Napoli a Pietro De Martino
1751: Il più grande palazzo d’Europa a pianta orizzontale, il Real Albergo dei Poveri
1754: Prima Cattedra di Economia, nel mondo, affidata a Napoli ad Antonio Genovesi
1762: Accademia di Architettura, una delle prime e più prestigiose in Europa
1763: Primo Cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse”, nei pressi di Poggioreale a Napoli, su disegno di Ferdinando Fuga)
1781: Primo Codice Marittimo nel mondo (opera di Michele Jorio)
1782: Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare
1783: Primo Cimitero in Europa ad uso di tutte le classi sociali (Palermo)
1789: Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta).
Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio)
1792: Primo Atlante Marittimo nel mondo (Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, Atlante Marittimo delle Due Sicilie. (vol. I) elaborato dalla prestigiosa Scuola di Cartografia napoletana)
1801: Primo Museo Mineralogico del mondo
1807: Primo “Orto botanico” in Italia a Napoli di concezione moderna,
1812: Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo
1813: Primo Ospedale Psichiatrico italiano (Reale Morotrofio di Aversa)
1818: Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I”
1819: Primo Osservatorio Astronomico in Europa a Capodimonte
1832: Primo Ponte sospeso (il Ponte “Real Ferdinando” sul Garigliano), in ferro, in Europa continentale
1833: Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I”
1835: Primo istituto italiano per sordomuti
1836: Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel Mediterraneo
1837: Prima Città d’Italia ad avere l’illuminazione a gas (primo esperimento nei portici di San Francesco di Paola)
1839: Prima Ferrovia italiana, tratto Napoli-Portici, poi prolungata sino a Salerno e a Caserta e Capua.
1839: Prima galleria ferroviaria del mondo
Prima Illuminazione a Gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350 lampade
1840: Prima Fabbrica Metalmeccanica d’Italia per numero di operai (1050) a Pietrarsa presso Napoli
1841: Primo Centro Vulcanologico nel mondo presso il Vesuvio.
Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
1843: Prima Nave da guerra a vapore d’Italia (pirofregata “Ercole”), varata a Castellammare.
Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia
1845: Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa.
Primo Osservatorio Meteorologico italiano (alle falde del Vesuvio)
1848: Primo esperimento di illuminazione a luce elettrica d’Italia a Lecce, per opera di mons. Giuseppe Candido. Illuminazione dell’intera piazza in occasione della festa patronale.
1852: Primo Telegrafo Elettrico in Italia (inaugurato il 31 luglio).
Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (nel porto di Napoli).
1853: Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (Il “Sicilia” della Società Sicula Transatlantica di Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati).
Prima applicazione dei principi Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi
1856: Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Esposizione Internazionale di Parigi
premio per il terzo Paese del mondo come sviluppo industriale).
Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi)
Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Calmieri
1859: Primo Stato Italiano in Europa produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno)
1860: Prima Flotta Mercantile d’Italia (seconda flotta mercantile d’Europa) e prima Flotta Militare (terza flotta militare d’Europa).
Prima nave ad elica (Monarca) in Italia varata a Castellammare.
Più grande Industria Navale d’Italia per operai (Castellammare di Stabia 2000 operai)
Primo tra gli Stati italiani per numero di Orfanotrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza e Formazione.
Istituzione di Collegi Militari (La Scuola Militare Nunziatella il più antico Istituto di Formazione Militare d’Italia, ed uno dei più antichi del mondo
Prime agenzie turistiche italiane
La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia.
La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia.
Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli), il Teatro San Carlo il più antico
teatro operante in Europa, costruito nel 1737
Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali (Napoli).
Primo “Piano Regolatore” in Italia, per la Città di Napoli.
Prima città d’Italia per numero di Tipografie (113, in Napoli).
Prima città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste.
Primi Assegni Bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito)
La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120% alla Borsa di Parigi).
Il Minore carico Tributario Erariale in Europa.
Maggior quantità di Lire-oro nei Banchi Nazionali (dei 668 milioni di Lire-oro, patrimonio di tutti gli Stati italiani messi insieme, 443 milioni erano del regno delle Due Sicilie).
Monopolio mondiale dello zolfo, avendo oltre 400 miniere di zolfo, copriva circa il 90% della produzione mondiale di zolfo e affini

Fonte

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